I DPI non sono tutti uguali. Nell’ampio panorama della sicurezza sul lavoro esistono diverse categorie di dispositivi di protezione individuale, definite in base al livello di rischio dal quale devono proteggere il lavoratore.
La protezione dell’udito rientra nei DPI di terza categoria, cioè quelli destinati a proteggere da rischi gravi e da danni irreversibili.
Esattamente sullo stesso piano rispetto a:
I DPI di seconda categoria proteggono da rischi considerati “significativi” ma non mortali o irreversibili. Rientrano in questa categoria, ad esempio:
Questi dispositivi devono essere certificati, ma non richiedono gli stessi obblighi formativi previsti per la categoria III.
I DPI di terza categoria proteggono invece da:
Gli otoprotettori, in qualità di DPI di terzo livello, rientrano in questa categoria perché la perdita uditiva è permanente e irreversibile. Una volta compromesso l’udito, il danno non può essere recuperato.
Molti lavoratori percepiscono il rumore come un fastidio quando in realtà si tratta di un rischio sanitario reale. L’esposizione prolungata al rumore può causare:
Tutto questo oltre a una serie di conseguenze correlate dal punto di vista psicologico, perché la perdita d’udito interferisce direttamente sulla capacità della persona di stare con gli altri e comunicare correttamente. È proprio la natura irreversibile del danno uditivo a rendere gli otoprotettori DPI di categoria III.
Quando in un ambiente di lavoro vengono prescritti DPI di terza categoria, il datore di lavoro ha obblighi stringenti che vanno oltre la fornitura di protezioni al lavoratore.
In altre parole, non basta consegnare il dispositivo di protezione.
Occorre:
Formazione del lavoratore all’utilizzo dei DPI di III categoria
Serve a spiegare e diventare consapevoli di aspetti come:
Addestramento del lavoratore all’utilizzo dei DPI di III categoria
Consiste invece nella prova pratica. Il lavoratore deve imparare, nella quotidianità:
Tutti i DPI funzionano perfettamente in laboratorio.
Ma nella realtà entra in gioco l’indossabilità effettiva, con diverse varianti, quali:
Per queste variabili, due persone con lo stesso otoprotettore possono ottenere livelli di protezione completamente diversi.
Questo è il concetto alla base del fattore Beta.
Il fattore Beta è un parametro utilizzato per valutare la differenza tra le prestazioni di attenuazione dichiarate da un otoprotettore in laboratorio e la protezione realmente ottenuta dal lavoratore durante l'utilizzo. In pratica, indica quanta efficacia si perde passando dalle condizioni ideali di prova (ad esempio su manichino o in ambiente controllato) alle condizioni reali di utilizzo.
Il Fit Test misura l’attenuazione reale ottenuta dal singolo lavoratore. Non quella teorica di laboratorio. Il test di indossabilità permette di verificare di fatto:
Per molte aziende rappresenta anche un importante elemento di tutela documentale e organizzativa. In questo modo infatti, l’otoprotettore fornisce una protezione oggettiva e dimostrabile.